MERCOLEDÌ, 8 AGOSTO 2007

Pagina 48 - Cultura & Società


«Viaggio e sogno,
per conoscere»



Licia Colò in Val di Non ha presentato
il suo ultimo libro «Cuore di gatta».
Nella foto è davanti a un quadro del marito
Alessandro Antonino che espone a Sarnonico a Palazzo Morenberg
 

  di Alessandro Dell’Aira

 

DOPO UNA NOTTE DI PIOGGIA Sarnónico è vaporosa come una bella donna appena uscita dalla doccia. Siamo a due passi dal Kilimangiaro, dal Sinai, dal Camino de Santiago e dai sogni viaggianti di tutti i saccopelisti. Quando Licia Colò è da queste parti, il sole, la pioggia e i vapori d'estate hanno i colori suoi, dei suoi occhi e dei suoi capelli. E viene voglia di andarci davvero, a Compostela, dietro a quel pellegrino dell'affresco di Fondo, inginocchiato ai piedi di Santiago dall'anno di grazia 1488, quando Colombo sognava ancora le Indie sulle sue carte nautiche segrete.

Ieri a Sarnónico Licia Colò ha presentato "Cuore di gatta", il suo ultimo libro, pubblicato dalla casa editrice Mondadori. Per sapere cosa ne pensano gli italiani, basta visitare un qualsiasi blog di lettori di libri e di sentimenti: animalicommunity.com, per esempio, dove una Licia vestita da Zorro lascia il segno di L graffiandoci lo schermo del pc.

Pupina, la gatta di Licia, non c'è più, è morta di una brutta malattia. E' zompata leggera nel paradiso degli animali, però vive ancora nel Fondo che Licia ha voluto chiamare “Fondo Pupina”, e al quale “Cuore di gatta” ha fatto affluire in pochi mesi la bellezza di tredicimila euro. E c’è di più; il 12 agosto prossimo si inaugura a Casez il gattile “La Casa di Pupina”, rifugio per gatti abbandonati malati, perché i gatti abbandonati che se la cavano, parola di Licia, meglio lasciarli dove stanno.

Tutti noi siamo potenziali scrittori di quello che sentiamo. Il problema è che non tutti ne abbiamo la capacità. Allora ci arrendiamo e ci riconosciamo nei libri che scrivono gli scrittori capaci di lasciare un segno che non sia un semplice graffio. “Cuore di gatta”, per esempio, è il libro in cui tutti quelli che hanno un gatto in casa si immedesimano, rivivendo emozioni e situazioni. Lo sanno bene gli ideatori di una rubrica tv, che ospita vip che hanno animali in casa. Il tema fa audience, perché fa leva sui sentimenti a un livello comunicativo di grande fruibilità. Il libro di Licia Colò è diverso: anzitutto in quanto libro, nel senso che i libri non intrattengono, eventualmente conquistano; in secondo luogo, per il messaggio che lascia, un messaggio che non si esaurisce nella fruizione del prodotto.

Proprio come è avvenuto ieri sera, una sera di questa mezza d'estate a Sarnonico, dove Licia non è di passaggio ma torna ogni estate a incontrare i sogni, in un luogo dove, e lo scriviamo rubandole una battuta, "la gente ha ancora voglia di sognare, i bambini di giocare e gli anziani di credere nel domani... I sogni sposano le cause giuste e contribuiscono concretamente alla loro realizzazione".

Licia, quando hai scoperto la Val di Non, e perché la ami?
Sono nata a Verona e ci andavo da bambina con il mio secondo papà. In Trentino sono di casa, venivo a sciare in Bondone fino ai quindici – sedici anni. Ora abito a Roma e a Sarnonico ho la casa del cuore, ci sto benissimo. D’inverno vado a sciare in Paganella.

Il turismo nella natura incontaminata. Come vanno le cose, secondo te?
Tanto per cominciare, i luoghi incontaminati nel senso stretto della parola non esistono più. I rifugi, per esempio: il fatto stesso che in un luogo di montagna c’è un rifugio, vuol dire che il luogo non è incontaminato. Parliamo piuttosto di rispetto per la natura, per il mare e per la montagna. Il mondo cambia, una volta parlare di montagna equivaleva a dare un’alternativa: o una sfida per gli atleti, o il riposo per gli anziani. Oggi c’è una gamma molto più ampia di offerta. Il Trentino offre tanta scelta. Evviva la scelta.

Il turismo come attività del “tempo libero” rischia di essere solo merce di consumo. Come salvare la natura, gli animali, l’umanità da questo rischio?
Magari lo sapessi! In verità, dopo il Kilimangiaro non mi occupo più tanto di turismo. I miei programmi televisivi sono dedicati allo studio e alla conoscenza del mondo, anche nelle sue realtà traumatiche.

Il viaggio, il gioco, il sogno sono importanti, perché aiutano a conoscere. E’ così?
E’ vero. Il viaggio è stato la mia università. Il gioco e il sogno, come il viaggio, non hanno limiti. Per chi crede nel gioco e nel sogno non c’è nulla di impossibile. Viaggiare, studiare, scrivere, cosa amo di più? Non c’è risposta. Se ami queste cose, è bello l’insieme di queste cose.

Cosa ti senti di raccomandare a chi tiene animali in casa e viaggia spesso?
C’è sempre un modo per organizzarsi. Ora ho solo un cane, ma ho avuto in casa anche due gatti e un cane. Mettiamoci in mente che gli animali di casa sono come di famiglia. Fanno parte in tutto e per tutto della famiglia. Per gli animali ci sono ottime colonie, e anche persone che vengono in casa, così come per i bambini c’è sempre un nonno o una zia…

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