RACCONTA
NEY: CERA UN TEMPO Sua Maestà
Ganaiame, che regnava sul Congo con la
regina Ginga dellAngola e il
reuccio. I nobili della corte li
scortavano con le spade lucenti e
sguainate. Ganaiame spronava i suoi a
lodare con danze e controdanze il grande
Santo cristiano Benedetto. I cacicchi e i
bambini del Congo lo onoravano
recitandogli versi, sventolando lo
stendardo e invocando la liberazione dal
male, mentre i tamburi suonavano e
l'alfiere si agitava. Il segretario e il
principe vigilavano sui nobili in testa
al corteo e sullo stendardo di San
Benedetto ornato di stelle di carta
dargento. Continua Ney: Ed ecco che
arrivo io, l'ambasciatore, The Best of
Angola, con un grande e tremendo rumore.
Re Miguel spaventato vuole sapere perché
sono venuto a turbare le feste in onore
del nobile Santo Benedetto. Il principe e
il segretario si informano e tornano da
lui con la notizia che l'ambasciatore
della regina Ginga, arrivato dai boschi
dellAngola, chiede a gran voce di
essere ricevuto.
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Il principe
incarica il segretario Ganatoiza
di informare il sovrano che il
regno va difeso da un grande
pericolo di guerra. Ganaiame
ordina al segretario di tornare
dal principe a dirgli che muoiano
quei temerari, che nessuno ne
avrà compassione.
Siamo alla quinta scena, dice
Ney, io sono lambasciatore
dellAngola e mi danno il
permesso di avvicinarmi al trono.
Mi presento con uno dei miei
fedelissimi cacicchi. O nobile
principe, sono del regno di
Miticola, non corra sangue tra
noi, non vengo a farvi guerra ma
porto unofferta di pace.
Non ti avevo capito, dice il
principe. L'ambasciatore dice:
Segretario, corri dal re
Ganaiame, fagli sapere che voglio
incontrarlo. Ma Miguel Ferreira,
nella parte di re Ganaiame,
quando arriva l'ambasciatore
rimprovera Ney e lo tratta da
ignorante. Ignorante siete voi,
ribatte Ney a suo fratello Miguel
re del Congo, e vi dichiaro
guerra.
Entrano i nobili in aiuto del re.
L'ambasciatore si ritira con la
spada sguainata e si precipita
dai suoi armati che
laspettano nel bosco.
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Ormai è guerra.
Il segretario informa Ganaiame
che i soldati del Congo puniranno
lambasciatore dell'Angola:
I tuoi vassalli, Ganaiame, ti
mostreranno quanto può il loro
valore. I tamburi annunciano la
lotta che si riaccende tra i
nobili del Congo e le truppe
dellAngola.
Lambasciatore riesce a
farsi largo e a raggiungere il
re. Ma Ganaiame, per dimostrare
quanto è forte, gli spara contro
con la pistola. Riconosci, gli
dice, il mio grande potere! Arrivano i nobili
e tolgono ai vinti le lance e le
spade. Dice Ney, catturato,
ammansito: Chiedo clemenza,
confesso la mia insolenza. Miguel
lo punisce ma poi lo perdona in
onore del Santo Benedetto. Il re
del Congo è grande e generoso e
ne dà prova
allambasciatore
dellAngola. Gli allunga lo
scettro sul capo e gli dice:
Alzatevi ambasciatore, sedetevi e
fate la vostra ambasciata. Che
ragione vi ha spinto fin qui
dalle vostre regioni lontane?
Dice Ney a Miguel: Ero stato
mandato dalla regina Ginga a
portarvi un messaggio di pace e a
baciarvi le mani.
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È tutto
un equivoco, mio ambasciatore,
dice il re del Congo. Vi
ringrazio, il grande San
Benedetto saprà ricompensarvi.
Ho con me dei buoni musici, dice
l'ambasciatore dell'Angola.
Riprendiamo la festa con le danze
e gli strumenti.
Lambasciatore si congeda, e
le sue truppe con lui. Il re li
segue con la corte e la Congada
finisce.
Anche noi ce ne andiamo, con la
promessa di tornare. Ney sorride
e ci segue con lo sguardo. Come
lui guarda noi, anche Sebastião
Quintino, il primo re del Congo
della nuova Congada di Lapa,
dovette guardare il Gaucho
sparire verso la merceria, senza
il Quaderno. |
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