La
Congada di San Benedetto ha
unapparenza semplice, a una prima e
superficiale visione, nonostante i
costumi vistosi e colorati di alcuni
uomini che danzano in omaggio al
piccolo santo dei neri.
Secondo questa visione, la Congada è per
alcune persone solo una danza espressione
di una bella fantasia, che
ricorda il carnevale. Questa visione è
molto comoda e mantiene a una certa
confortante distanza quelli che non
vogliono spingersi al di là del
superficiale. Per fortuna, come vedremo,
altri hanno osato superare questa
barriera dellapproccio
superficiale.
Negli anni cinquanta, lantropologo
José Loureiro Fernandes (1977) realizzò
unimportante ricerca, valorizzando
per la prima volta sotto laspetto
etnografico il folklore della Congada di
Lapa (Paraná), con una pubblicazione
patrocinata dalla Fundação Nacional de
Arte. Il suo lavoro, pionieristico, è
una tappa importante che ci aiuta a
capire la Congada e la devozione a San
Benedetto, ragione principale
dellesistenza di questa
manifestazione folclorica.
Nel corso dei nostri studi superiori
presso la Facoltà di Educazione Musicale
del Paraná, abbiamo frequentato, tra le
altre, le lezioni di Folklore del
professore paranaense Inamy Custódio
Pinto, che negli anni 70 e anche in
seguito mantenne un buon rapporto di
amicizia con le famiglie dei Congos di
Lapa, coltivando e condividendo con loro
il desiderio di riattivare la Congada.
Questa riattivazione fu lenta e graduale.
Ebbe inizio nel 1994, con lelezione
di Miguel Ferreira a re della Congada e a
presidente dellAssociazione
Pelourinho da Lapa. Si ricominciò a
provare la danza Congada, si tornò
nuovamente agli oggetti e agli strumenti
musicali necessari per la sua
realizzazione, in possesso della famiglia
del re precedente, il signor Sebastião
Quintino. Così, si ebbe il ritorno
vigoroso della Congada di San Benedetto,
che culminò con varie rappresentazioni
nel 1997, in occasione delle
commemorazioni del cinquantenario del
Santuario dedicato a São Benedito da
Lapa.
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Lapproccio
allo studio e allanalisi
della Congada di Lapa comportava
un dilemma. In primo luogo essa
si presentava come una
manifestazione di danza. Via via
però che ci accostavamo
alloggetto della ricerca ne
andavamo cogliendo la
complessità teatrale, la sua
natura di rappresentazione
pervasa e completata da ricchi
lnguaggi: la poesia, la musica,
la religiosità, la storicità.
Per un approccio in grado di
valorizzare la nuova visione,
abbiamo considerato la Congada
come un Atto drammatico, un Atto
di conversione, nel solco delle
ricerche e delle conclusioni di
Alceu Maynard Araújo (1964, p.
215), che aveva definito la
Congada teatro
catechetico. Questa linea
di ricerca ci diede la necessaria
visione di insieme, e ci permise
di ampliare il campo di ricerca
su questa manifestazione
folclorica che si distingue per
unicità e autonomia di
rappresentazione, proprie di un
atto drammatico.
Per ampliare la comprensione
della Congada di Sáo Benedito e
inquadrarla nel suo tipico
scenario. ho indagato sulle sue
origini, Ciò mi ha permesso di
raccogliere dati importanti della
storia del Paraná, utili alla
comprensione dellatto.
Dallinizio del secolo XVIII
in poi, la costruzione della
Estrada da Mata, che attraversava
i Campos Gerais del Paraná,
favorì lo sviluppo della
regione, legato al commercio tra
Viamão e Sorocaba di cui furono
protagonisti i tropeiros
(allevatori di bestiame). La
città di Lapa sorge sulla loro
rotta, come stazione di sosta dei
viaggiatori.
Al momento della
prima costituzione del centro, i
suoi abitanti scelsero come
patrona locale Nossa Senhora do
Capão Alto, e in seguito, quando
Lapa fu elevata al rango di
città, il nuovo patrono divenne
Santo Antonio, rimasto tale fino
ad oggi.
La città fu costruita nel corso
degli anni per iniziativa diretta
delle famiglie lapeane, ma anche
grazie allapporto degli
attori sociali anonimi che
lavoravano nella condizione di
schiavi e assimilati, svolgendo
nella regione le mansioni
necessarie alla manutenzione dei
luoghi e al funzionamento delle
fazendas.
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I proprietari e i primi
colonizzatori erano di origine
portoghese. Tra le usanze che
introdussero, la religiosità e
la devozione ai santi cattolici
occupavano un posto di rilievo.
La devozione popolare tributata
ai quei santi era praticata in
cappelle private costruite
allinterno delle fazendas e
in luoghi di facile accesso ai
lapeani. Alcune di quelle
devozioni spinsero la comunità a
organizzarsi in fraternità, come
ad esempio quelle del Santissimo
Sacramento, delle Anime del
Purgatorio, di San Michele e di
San Benedetto. Di queste
fraternità, quella di San
Benedetto lultima è
lunica ad essere ancora
attiva nella città di Lapa.
La Congada di Lapa ricorda un
bellesempio di vita, quello
di San Benedetto, presentato come
il protagonista della
rappresentazione. San Benedetto,
nato in Sicilia, conquistò
anzitutto il cuore delle
popolazioni semplici
dellisola, in virtù dei
miracoli e delle grazie che
somministrava ancora in vita. La
sua devozione fu introdotta in
Brasile ancora prima della sua
beatificazione, dallOrdine
dei francescani, e secondo
Alessandro DellAira (1999)
favorì lincremento del
cattolicesimo devozionale tra i
poveri e gli schiavi, garantendo
un patrono dei negri deportati
(DellAira 1999, p. 18).
Nel corso della nostra ricerca
abbiamo scoperto il nome
dellartigiano, Joaquim
António de Souza Maya, detto
Peteca, che realizzò
la statua di San Benedetto e la
donò alla Chiesa Matrice,
contribuendo ad accrescere la
devozione a questo santo.
Secondo Mary del Priore (1994),
nella società coloniale le feste
acquistarono anche altre
funzioni, oltre a quella del
divertimento popolare. Queste
erano incentivate dallo stato
monarchico in virtù di diverse
occasioni e celebrazioni, di
carattere religioso o non
religioso.
«Il tempo della festa è stato
celebrato nel corso della storia
degli uomini come un tempo di
utopie. Tempo di fantasie e di
libertà, di azioni burlesche e
vivaci, la festa si realizza
allinterno di un territorio
ludico dove si esprimono le
frustrazioni, le voglie di
rivincita e le rivendicazioni dei
vari gruppi che compongono la
società» (Priore 1994, p. 9).
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